Consigli settima giornata serie A 2017-2018

Consigli settima giornata serie A 2017-2018
Consigli settima giornata serie A 2017-2018

Consigli settima giornata serie A 2017-2018

PORTIERI
DA SCHIERARE: Handanovic, Strakosha e Reina sembrano essere in una botta di ferro. Contro Benevento, Sassuolo e Cagliari, squadre che hanno difficoltà in entrambe le fasi di gioco, dovrebbero dormire sonni tranquilli.
DA EVITARE: Belec, Nicolas e Cragno sfidano Icardi, Belotti e Mertens. Non certo il massimo della vita, vista anche la pochezza delle loro squadre.

DIFENSORI
DA SCHIERARE: Ghoulam, De Silvestri e Kolarov. Scontati i primi due contro Cagliari e Verona. Il serbo è una nostra convinzione. A destra il Milan è nullo e lui può sfondare con facilità.
DA EVITARE: Bonucci, Acerbi e Lichtssteiner. Il rossonero sta iniziando a comprendere i suoi enormi limiti e Dzeko rischia di fargli girare la testa. Acerbi contro uno scatenato Immobile rischia tantissimo. Lichtsteiner gioca sulla fascia del Papu. Rischio enorme.

CENTROCAMPISTI
DA SCHIERARE: Ramirez, Florenzi e Ljajic. L’argentino affronta una Udinese senza difesa e in crisi. Le sue intuizioni possono essere fondamentali. Florenzi torna in attacco contro una difesa che fa acqua da tutte le parti e può lasciare il segno. Ljajic con il Verona rischia di far ammattire i difensori del Verona. Per chi giocasse con Gazzetta (dove Florenzi è difensore e Ljajic attaccante), consigliamo Perisic e Hamsik.
DA EVITARE: Suso è un pesce fuor d’acqua nel nuovo modulo di Montella. Birsa in questo momento non riesce a incidere come si richiederebbe ad uno con il suo talento. Fofana non si è ancora ripreso dal brutto infortunio dello scorso anno.

ATTACCANTI
DA SCHIERARE: Immobile, Mertens, Icardi e Immobile. Dobbiamo per forza fare questi quattro nomi visti gli avversari che incontreranno.
DA EVITARE: Pazzini, Simeone e Berardi. Il primo paga i problemi interni del Verona, squadra allo sbando. L’argentino è un mezzo bluff finora. Troppi errori e neanche un millesimo del carattere del padre. Berardi, è sempre più dentro un tunnel di cui non trova l’uscita.